Cos’è l’assertività

AssertivaMente.it è il blog dell’assertività.

AssertivaMente.it esprime l’atteggiamento mentale che predispone all’assertività.

L’assertività nasce da un atteggiamento mentale focalizzato sull’obiettivo e insieme sui diritti propri e del proprio interlocutore.

Ma cos’è l’assertività?

ETIMOLOGIA:
Assertività deriva dal latino “assèrere”, composto dalla particella “ad” indicante scopo e da “sèrere” che sta per “intrecciare” e quindi per “discorrere”, intendendo “discorso” come “parole e concetti intrecciati”. Il significato di “assèrere” è, per estensione, anche quello di “annettere a sé” e quindi “far proprio” da cui il senso figurato di “arrogarsi un’opinione e sostenerla come vera”.

STORIA E USO DEL TERMINE:
Il primo a parlare di “assertiveness” fu nel 1949 Salter, uno statunitense studioso del comportamento umano. Studiando le cause e gli effetti dell’ansia sociale, elaborò le prime teorie sui comportamenti assertivi. Negli anni Cinquanta s’interessò a queste tematiche anche lo psicologo Comportamentista J. Wolpe e nel1963 Lazarus e Baldura iniziarono ad approfondire studi sull’addestramento all’assertività, applicando tecniche di role-playing (simulazioni di situazioni reali messe in atto durante l’addestramento) e di modeling (tecnica di apprendimento che si avvale di modelli che mettono in atto il comportamento da imparare). A partire da tale momento, il tema dell’assertività è stato studiato ad ampio raggio nell’ambito di diversi approcci psicologici.

L’attenzione per il concetto di assertività si è sviluppata prima negli Stati Uniti e nei paesi anglosassoni probabilmente in relazione a una caratterizzazione tipicamente pragmatica e orientata al risultato di tali culture. Le radici umaniste della cultura italiana hanno opposto una certa resistenza  all’interesse per questo tipo di studi, non in linea con una tradizione scientifica per la quale al fine di comprendere un fenomeno e influire significativamente su di esso non basta descrivere i suoi elementi osservabili, ma bisogna risalire a un meccanismo causale universale. Il sostantivo “assertività” e l’aggettivo “assertivo” sono diventati di uso comune nella lingua italiana in un momento successivo al verbo corrispondente “asserire”, usato comunemente come semplice sinonimo di “affermare”. Negli ultimi dieci anni il concetto di assertività ha trovato largo impiego anche in Italia soprattutto nella comunicazione e nella formazione aziendale.

DEFINIZIONE:
L’assertività è una modalità di comunicazione flessibile attraverso la quale  si affermano i propri punti di vista senza prevaricare né essere prevaricati, il punto di equilibrio tra aggressività e passività.
L’assertività è la capacità di usare qualsiasi contesto relazionale a proprio favore.
L’assertività è l’arte di vincere senza combattere nell’ambito di una relazione interpersonale.

 

L’uomo è un animale sociale e la qualità delle sue relazioni con gli altri esseri umani è la fonte principale della sua felicità. L’assertività è il concetto che meglio esprime e racchiude tutte le caratteristiche proprie di chi è al timone della propria vita anziché in balia degli eventi. Quello che hanno in comune tutte le più moderne discipline volte al benessere dell’individuo e al raggiungimento dei propri obiettivi è lo spostamento dell’attenzione e delle responsabilità  dalle circostanze esterne al soggetto. Dalle filosofie orientali alla Programmazione Neuro Linguistica e alla letteratura motivazionale, fino anche agli studi più accademici di psicologia e comunicazione – argomenti sui quali troverete ampio spazio in questo blog –  l’assioma ormai consolidato, o quanto meno “la convinzione  più utile”, è che un soggetto è  sempre il responsabile dell’esito della propria comunicazione. L’assertività viene comunemente definita come una condotta, una modalità di comunicazione, una capacità o un insieme di tecniche. Il cuore pulsante di AssertivaMente.it è l’idea che alla base ci sia un profondo atteggiamento mentale che si può definire assertivo (nel senso che predispone all’assertività), fatto di determinate consapevolezze, convinzioni ma soprattutto di apertura mentale e  flessibilità. Questo, che non è uno stato ma un processo di maturazione continuo, può essere innescato non solo imparando nuove cose ma soprattutto imparando a vedere  le cose con nuovi occhi. Non si può avere un’esperienza completa di qualcosa se si rimane sempre immersi in essa o se al contrario la si osserva solamente dall’esterno. Entrambe le condizioni sono necessarie.

Oltre alla responsabilizzazione e alla flessibilità del soggetto, è l’arte di vincere senza combattere a completare lo spirito di AssertivaMente.it. Questo approccio caratterizza l’essenza di tutta la cultura orientale ed è comunemente espresso attraverso suggestive similitudini naturalistiche. L’elemento acquatico, ad esempio, è molto ricorrente e significativo. “Il flusso dell’acqua che si adatta a ogni piega del terreno per garantirsi il suo corso o ancora il fiume impetuoso con cui non si potrebbe sostenere uno scontro frontale ma si può cercare di mutare la direzione del corso dell’acqua convogliando in tanti rigagnoli separati; o ancora la debole canna di bambù che, sferzata dal vento e dalla pioggia della tempesta, si flette ma non si spezza mentre la vigorosa quercia si spezza”(da “I 36 stratagemmi” di Gianluca Magi, casa editirice Il punto d’Incontro a cui ho dedicato un post).  L’applicazione più nota di questa idea si trova nelle arti marziali in cui anziché contrastare la forza dell’avversario si cerca di sfruttarla a proprio favore. In PNL se ne parla in termini di Ricalco, Guida e di Rapport di cui si parlerà più diffusamente in questo blog. Si tratta sostanzialmente dello stesso concetto che può essere ricondotto a qualsiasi interazione umana in cui anziché contrastare con la forza, finendo per prevaricare o essere prevaricati, ci si allinea con la resistenza che abbiamo davanti per poi spingerla e dirigerla nella direzione che vogliamo, sfruttando la sua stessa forza.

Bene, ora la domanda è COME???

“Per far parlare a qualcun altro la nostra lingua, bisogna prima parlare la sua.”

Non mi riferisco semplicemente al sistema linguistico ma per estensione alla rappresentazione della realtà dei soggetti perché la mente spesso porta ad adattare i segnali esterni alla propria concezione del mondo pregressa e da questo nasce spesso l’incomunicabilità tra gli individui. È responsabilità del Comunicatore asseritivo disporre della predisposizione mentale, dello stato emozionale e delle tecniche per proiettarsi nella rappresentazione del mondo altrui e condurre, se necessario, verso la propria.

Il principale arricchimento in questo processo non può che essere dato dal confronto e dal coinvolgimento di coloro che troveranno degli spunti di riflessione commentando i post di questo blog.

La mission di questo blog è quella di proporre degli spunti di riflessione interessanti sulle dinamiche della comunicazione e arricchirli coinvolgendo attivamente il maggior numero di appassionati alla crescita e al miglioramento personale. Ogni volta che conosci in profondità qualcuno inizi a vedere il mondo da una nuova prospettiva… E solo quando sei riuscito “a vedere il suo mondo”  hai gli strumenti per far sì che sia lui stesso a spingersi nel tuo.  Questo è il diario di bordo di un viaggio, un processo di continuo miglioramento dell’assertività che sfrutta proprio il confronto sulle tematiche che mi impegnerò a selezionare nei miei post . Un viaggio che spiega le vele ai commenti di tutti, sfruttandoli, come il vento, a nostro favore…. AssertivaMente.it.

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